Il blog delle famiglie dell'Associazione SCARABOCCHIANDO A CASA DI…

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In previsione delle ormai prossime festività natalizie, grazie anche alla chiusura delle scuole e (si spera!) anche a qualche giorno di vacanza dal lavoro, potremo auspicabilmente trascorrere più tempo coi nostri figli e nipoti: quale idea migliore che raccontare loro alcune fiabe?!?

Ci giunge perfettamente a proposito quindi questo articolo, redatto dalla psico-pedagogista dei Nidi Famiglia Tagesmutter Scarabocchiando a casa di…, dott.ssa Giovanna D’Oronzio, che approfondisce e svela il “potere delle fiabe”!

Buona lettura e… buone fiabe!

IL POTERE DELLE FIABE

A cura della Dott.ssa Giovanna D’Oronzio

Psico-pedagogista per i Nidi Famiglia Tagesmutter Scarabocchiando a casa di…

L’impresa più difficile, per noi, consiste nel dare un significato alla nostra vita, in quanto coscienti della nostra esistenza. La comprensione del significato della propria vita non viene improvvisamente acquisita ad una particolare età, ma è il risultato di un lungo processo di sviluppo.

Ad ogni età cerchiamo di trovare un significato conforme al modo in cui la nostra mente e il nostro intelletto si sono già sviluppati. Spesso però i genitori pretendono che la mente dei loro bambini funzioni come la propria, non considerando che le idee sul significato della vita si sviluppano lentamente come avviene per il corpo e per l’intelletto. Ma quali sono le esperienze nella vita di un bambino più adatte a promuovere la sua capacità di trovare un significato nella propria vita e di dare un significato alla vita in generale?

Sicuramente nulla è più importante dell’impatto dei genitori e di altre persone che si prendono cura del bambino, ma quando i bambini sono piccoli è la letteratura per l’infanzia che trasmette molte informazioni, è la fiaba che aiuta a chiarire le sue emozioni, le sue ansie, a riconoscere le sue difficoltà e nello stesso tempo suggerisce soluzioni a problemi che lo turbano.

Il bambino ha bisogno di acquisire la capacità di comprendere sé stesso, ha bisogno di idee su come dare significato alla sua “casa interiore”, per poter creare su tale base l’ordine nella sua vita; ha bisogno di un’educazione che sottilmente gli indichi i vantaggi del comportamento morale, non mediante concetti etici astratti ma mediante elementi concreti nei quali si può identificare più facilmente e quindi di significato riconoscibile.  Il bambino trova questo tipo di significato nella fiaba.  Nella fiaba il male è onnipresente come la virtù, in ogni fiaba il male e il bene si incarnano in certi personaggi e nelle loro azioni, così come il bene e il male nella vita e le inclinazioni verso l’uno o l’altro sono presenti in ogni essere umano. È questo dualismo che pone il problema morale, e richiede la “lotta” perché possa essere risolto. I personaggi delle fiabe non sono ambivalenti, non sono buoni e cattivi nello stesso tempo, questo permette al bambino di comprendere facilmente la differenza fra le due cose e che esistono grandi differenze tra le persone, e quindi bisogna operare delle scelte circa il tipo di persona che si vuole essere.

Inoltre, le scelte del bambino non dipendono tanto da una presa di posizione in favore del bene contro il male, ma dipendono da chi suscita la sua simpatia e la sua antipatia. Più un personaggio è semplice e schietto più è facile per un bambino identificarsi con lui e respingere quello cattivo.

Il bambino si identifica con l’eroe buono perché la condizione dell’eroe esercita un forte richiamo positivo su di lui. Grazie a questa identificazione il bambino immagina di sopportare con l’eroe prove per poi trionfare, instillando in lui il senso morale.  L’interrogativo che si pone per il bambino non è: “voglio essere buono” ma “come chi voglio essere”? Il bambino decide questo proiettando tutto sé stesso in un singolo personaggio. Non bisogna mai spiegare al bambino i significati delle fiabe, perché ogni bambino recepisce quello che gli serve e secondo il suo stadio di sviluppo.

Le fiabe apportano grandi contributi psicologici alla crescita interiore del bambino. Il linguaggio magico e animistico delle fiabe coinvolgono completamente il bambino. Proprio in virtù della loro comprensibilità, le fiabe offrono un grande spazio fantastico nel quale il pensiero “magico del bambino” può elaborare i grandi temi della vita. Infatti, le situazioni delle fiabe, nel rispecchiare la visione magica e animistica che il bambino ha della realtà, aiutano a superare le sue insicurezze. Paure, sentimenti, invidie, sentimenti proiettati tra i personaggi e le situazioni fiabesche, vengono innocuamente vissuti nella fantasia, facendo familiarizzare così il bambino con il proprio mondo interno.

Le fiabe assolvono anche il grande compito di mettere un po’ d’ordine nel caos di sentimenti indifferenziati che il bambino vive. I personaggi delle fiabe stimolano, attraverso l’identificazione con essi, una ripartizione netta dei sentimenti opposti, in modo di aiutare il bambino ad assegnare ad ogni sentimento il suo aspetto distinto. In altre parole, la matrigna di Cenerentola non può che suggerire odio e avversione, così come il nano cucciolo ispira simpatia e tenerezza. La fiaba prende molto sul serio le ansie e i dilemmi esistenziali e si ispira direttamente ad essi: il bisogno di essere amati e la paura di non essere considerati.  Per esempio, le fiabe pongono il problema del desiderio di vita eterna concludendo: “…è vissero per sempre felici”. Questa conclusione indica che l’unica cosa che può farci sopportare i limiti del nostro tempo è la formazione di un legame veramente soddisfacente con un’altra persona, solo formando una vera relazione interpersonale l’individuo sfugge all’angoscia di separazione.

È la struttura della fiaba, con le sue peripezie e il suo immancabile lieto fine a rassicurare il bambino circa il successo finale che egli potrà avere nel futuro, dopo aver superato i momenti conflittuali. Soltanto uscendo nel mondo l’eroe della fiaba (il bambino) può trovare sé stesso, e quando trova sé stesso trova anche un’altra persona con cui potrà essere felice per il resto dei suoi giorni.

A cura della Dott.ssa Giovanna D’Oronzio, Psico-pedagogista per i Nidi Famiglia Tagesmutter Scarabocchiando a casa di…          

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Primo appuntamento per tutte, sabato 23 settembre 2017 dalle 9:00 alle 14:00 presso la nuova sede dove si terranno tutti gli incontri durante l’AS 2017-18:

PONTIFICIA FACOLTA’ DI SCIENZE DELL’EDUCAZIONE AUXILIUM, IN VIA CREMOLINO 141 – ROMA dalle 9:00 alle 14:00, presso l’AULA MAGNA.

Parcheggio interno: si prega di seguire scrupolosamente l’indicazione del parcheggio, entrando sulla destra.

Nel corso del primo appuntamento sarà presentato il programma di formazione, lo staff al completo ed approfondiremo il primo tema: utilizzo dei Social Network e degli Smartphone per una comunicazione più efficace nel rispetto dei bambini.

SCARICA QUI IL CALENDARIO COMPLETO


Pubblichiamo oggi l’elaborato del Nido Famiglia Scarabocchiando a casa di Barbara e Leonardo, con sede ad Acilia (Roma): una bellissima canzone dedicata a Scarabocchiando a casa di…

Noi ci siamo commossi… chissà che non faccia lo stesso effetto anche voi?!

Testo della canzone

Ci sono favole, dietro le nuvole, che non possiamo leggere noi, ma c’è qualcuno che potrà leggerle anche a me ! 

Bamboline, macchinine, pennarelli sono qui! Intanto i nostri bimbi crescono a Scarabocchiando a casa di …

E Pinocchio finalmente avrà un nasino in su, Cenerentola in blue jeans con le scarpe da tennis rosa flou! 

I sette nani son cresciuti è son due metri un po’ di più ! 

Ci sono favole dietro le nuvole che mi puoi leggere solo tu ! Solo tu !

 

 


Psicologa della rete nazionale di Nidi famiglia Tagesmutter, Nidi Domiciliari, P.G.E. e Servizi integrativi ed innovativi per la prima infanzia Scarabocchiando a casa di…

SPESSO durante il mio lavoro con i bambini mi sono trovata a dover gestire momenti di collera che il bambino mostrava quando non veniva esaudito un suo desiderio, perché pericoloso, o inappropriato. Cosa che generalmente accade in tutti i nidi, o a casa.

Mi sono sempre domandata che funzione avesse la punizione, la sedia della camomilla, o chiedere al bambino di andare a riflettere. Mi sono data una risposta quando ho cominciato a conoscere più da vicino il cervello del bambino dal punto di vista neuro scientifico, e la risposta che mi sono data è stata: NON SERVE A NULLA!!!

Proverò a spiegarvi il motivo di questa risposta e soprattutto il metodo che poi mi sono inventata per permettere al bambino di prendere consapevolezza del proprio stato d’animo e riuscire ad aiutarlo a migliorare il rapporto con le regole.

Partiamo dalla presentazione del cervello del bambino, per fare questo utilizzerò un esempio utilizzato da Daniel Siegel neuro scienziato che da anni si occupa di favorire la conoscenza del cervello umano attraverso i suoi libri chiari e semplici.

Immaginiamo che il vostro cervello sia una casa, con un piano di sotto e un piano di sopra.

Il “piano di sotto” comprende il tronco encefalico (talvolta chiamato “tronco cerebrale”) e la regione limbica situati nella parte inferiore del cervello (fra la parte superiore del collo fino all’incirca al dorso del naso). Gli scienziati definiscono più primitive queste aree del cervello poste in basso, perché sono responsabili delle funzioni di base (come la respirazione e il battito delle palpebre) di reazioni e impulsi innati (come risposta di “fuga e attacco” ossia la reazione in presenza di pericolo… e delle emozioni intense (come la rabbia e la paura)… È come il primo piano di una casa, dove si soddisfano tanti bisogni primari di una famiglia; qui si trovano quasi sempre la cucina, la sala da pranzo, un bagno… È nel piano inferiore che ci si occupa delle funzioni di base…

Il “piano di sopra” del cervello è completamente diverso, è costituito da una corteccia cerebrale e dalle sue diverse parti, in particolare quelle che si trovano dietro la fronte, fra cui la corteccia prefrontale mediale …  il piano di sopra è più evoluto ed è in grado di darci una visione più ampia del nostro mondo… È qui nel piano superiore più luminoso e fornito di ampie vetrate, che avvengono i processi mentali più complessi, come il pensiero, l’immaginazione e la pianificazione.

Un bambino in cui la parte superiore del cervello funziona perfettamente mostrerà alcune delle caratteristiche di un essere umano maturo e sano (capacità di pianificare e di decidere con giudizio, la capacità di controllare il corpo e le emozioni, la comprensione di Sé, l’empatia, la moralità).

Compito dell’educatore/genitore è quello di aiutare il bambino a costruire una scala di integrazione che permetta di salire e scendere i due piani, per far lavorare queste due parti in modo integrato come fossero una squadra” (12 strategie rivoluzionarie per favorire lo sviluppo mentale del bambino, D. Siegel, T. Payne Bryson pag.50, Raffaello Cortina editore 2012).

Quindi partendo da questa conoscenza del cervello e sapendo anche che la parte inferiore è formata fin dalla nascita, e quella superiore si costruisce nell’arco di 24 anni, ho cercato di capire quale modo poteva favorire la costruzione della scala d’integrazione.

Ho pensato che dovevo partire dallo stato emotivo del bambino in collera, o impaurito o arrabbiato, e cercare di vedere se agendo sull’ascolto delle funzioni corporee come il battito del cuore, del respiro e dei muscoli, il bambino riusciva a calmarsi e soprattutto a prendere consapevolezza di ciò che gli stava accadendo in quel momento di difficoltà.

IL METODO

Quando il vostro bambino è nel bel mezzo di un pianto di rabbia, delusione, o di un capriccio, comunicate con lui,  dicendo ciò che vedete senza giudizio “ vedo che sei molto arrabbiato perché non ti ho dato/ ti hanno tolto… penso che il tuo cuoricino batte forte, il tuo respiro è veloce e i tuoi muscoli sono duri (connetto parte superiore e inferiore del cervello), perché non proviamo a calmarli insieme perché anche il mio cuore batte forte il mio respiro è veloce e i miei muscoli sono duri, perché anche io mi sto arrabbiando (naturalmente se siete arrabbiati anche voi perché non riuscite a gestire la situazione), altrimenti comunicate solo il suo stato emotivo e chiedeteli di raggiungervi sul divano o in un luogo calmo e sereno.  A questo punto chiedete al bambino di respirare insieme, con la mano ognuno sul proprio petto, e comunicateli che quando sentirà che il suo cuore il suo respiro e i suoi muscoli saranno più calmi potrà tornare a fare quello che stava facendo.

Proprio perché diamo al bambino questa autonomia nel decidere quando ha raggiunto un nuovo equilibrio corporeo, non possiamo decidere noi quando potrà tornare a giocare, ciò vuol dire che si sentirà calmo anche dopo 10 secondi dall’inizio della respirazione. Se dopo pochi minuti ricomincerà un nuovo capriccio riporteremo il bambino nuovamente all’ascolto di sé e così via anche per 20 volte al giorno, non stancatevi mai di proporre al vostro bambino il contatto con se stesso.

Importante: quando sarete voi a perdere le staffe per favore dichiarate la vostra rabbia ad alta voce e comunicate che il vostro cuore batte forte, che il vostro respiro è veloce e che i vostri muscoli sono duri e dopodiché andatevi a calmare respirando, il bambino vi osserverà e imparerà da voi a prendersi cura di sé, perché quale migliore insegnante di un adulto consapevole?

La punizione, la riflessione… non hanno nessun risultato poiché la parte superiore del cervello del bambino non è ancora formata, come fa a riflettere su qualcosa se non esiste il luogo della riflessione, ecco perché molti bambini alla domanda perché sei in punizione rispondono BOH!!!!!!

Chiedere al bambino successivamente di chiedere scusa per l’azione ha poco senso sempre perché non è ancora in grado si riflettere sulla relazione causa effetto, per cui ripeterà spesso quell’azione da noi adulti reputata scorretta, questa capacità si svilupperà nel corso degli anni successivi, poiché una scusa equivale a non ripetere più l’azione.

Allora insegniamo ai bambini a connettersi con le emozioni e imparare “mi dispiace di averti fatto male…. Di aver urlato… “questo crea la scala d’integrazione.

Buon ascolto delle vostre emozioni

Dott.ssa Patrizia Carrozzo

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Martedì 25 ottobre 2016 – Tivoli (RM)

invitoD. S. A. Devo Saper Aiutarti Azioni di supporto a genitori di bambini con Disturbi Specifici di Apprendimento. Il tema dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento è alquanto attuale e di rilevante interesse per coloro che quotidianamente  hanno a che fare con bambini e ragazzi  con un diverso modo di affrontare lo studio e l’apprendimento. Rammentiamo che la partecipazione è gratuita; per saperne di più o ad iscriversi al workshop  visita il sito www.helpdsa.it

Sabato 29 ottobre 2016 – Civitanova Marche (AN)

Col PATROCINIO del Comune di img-20161008-wa0025Civitanova Marche: Giornata informativa sul tema “Possibile interazione tra Yoga della risata e sviluppo del bambino, ore 16:00 presso la Sala Consiliare del Comune. Per saperne di più: Mancini Jenny, info@jennymancini.it – mobile 345/0675028.

Domenica 30 ottobre 2016 – San Benedetto del Tronto (AP)

2016_08_24_terremotoitalia_urlograficoProseguono le attività di animazione per le famiglie vittime del terremoto nel centro Italia dello scorso agosto, ospitate presso le strutture alberghiere di San Benedetto del Tronto. Le attività di animazione, rivolte ai giovani ed a giovanissimi, sono organizzate dalle educatrici volontarie dell’Associazione Scarabocchiando e dai gruppi Scout presso i locali messi a disposizione gratuitamente nell’Hotel Relax di San Benedetto del Tronto. Se vuoi partecipare alle attività o per avere maggiori informazioni, puoi contattare la nostra referente Ludovica Settimi: ludoset@libero.it – 338/3559328.

facebook_logoSe hai altre iniziative da segnalarci, che vorresti veder pubblicate nel Blog dedicato alle famiglie Scarabocchiando a casa di… e nella pagina Facebook Scarabocchiando Nido Famiglia Tagesmutter scrivici a famiglieacasadi@gmail.com!

 


schermata-2016-09-18-alle-08-58-57In queste ore stiamo consegnando via e-mail gli ATTESTATI DI MERITO  a tutte le gestrici dei Nidi Famiglia, Tagesmutter, Nidi Domiciliari e Piccoli Gruppi Educativi “Scarabocchiando a casa di…” che hanno brillantemente superamento il TEST RELATIVO AGLI AGGIORNAMENTI PSICO-PEDAGOGICI E DIDATTICI DELL’AS 2015-16: controllate perciò la vostra casella mail e verificate la corretta ricezione dell’attestato.

risultatitestas2015-2016CLICCARE QUI PUOI SCARICARE L’ELENCO COMPLETO dei nominativi che hanno superato il TEST di fine AS 2015-16!

GRAZIE PER L’ENTUSIASTICA E PROFESSIONALE PARTECIPAZIONE ED ARRIVEDERCI AL PROSSIMO TEST DI FINE AS 2016-17!

Con i sinceri complimenti per il risultato conseguito da parte di tutto lo Staff scientifico dell’Associazione Scarabocchiando! 

Katiuscia Levi