Il blog delle famiglie dell'Associazione SCARABOCCHIANDO A CASA DI…

Archivi tag: Scarabocchiando a casa di…

La quota mensile concordata va pagata anticipatamente entro il 5 del mese: ad esempio, la quota relativa al mese di settembre va pagata entro il 5 settembre.

Modalità di pagamento.
Attualmente sono previste due modalità di pagamento della quota associativa mensile:

  • bonifico bancario, da effettuarsi sul c.c. intestato ad Associazione Scarabocchiando, IBAN IT39W 05387 49630 0000 0194 0645, mettendo come causale la forma: [nome cognome del bambino + mese ed anno di riferimento]: quindi ad esempio “Mario Rossi 09 2018”
  • in contanti presso la struttura, la cui responsabile rilascerà ricevuta cartacea come evidenza della riscossione (che però non ha valore fiscale).

Ricevuta di pagamento valida ai fini fiscali.
Per richiedere invece la ricevuta con validità fiscale, è sufficiente inviare una mail all’indirizzo famiglieacasadi@gmail.com con in oggetto [richiesta ricevuta fiscale + nome cognome bambino + mese anno richiesto]. La ricevuta fiscale può essere emessa:

  • mensilmente: cadenza molto utile se non addirittura indispensabile, per chi fruisce di contributi economici sul pagamento della quota mensile.
  • annualmente, molto utile per chi la utilizza solo per la detrazione sui redditi, da effettuarsi in genere all’inizio dell’anno successivo a quello di riferimento: quindi ad esempio a gennaio 2019 si potrà richiedere la ricevuta fiscale unica per tutti i versamenti effettuati nel 2018.

Alcune note importanti.
Chi avrà richiesto le ricevute mensili, non potrà avere anche quella annuale, giacché una esclude l’altra: non si può emettere un’altro documento annuale che contiene gli stessi dati già fiscalmente esposti in quelli mensili.
Si prega di verificare tempestivamente che il genitore associato all’Associazione Scarabocchiando sia quello che poi vorrà portare in detrazione fiscale le quote, o che sia intestatario di eventuali contributi sul pagamento della quota.

Non esitate a contattarci per ogni eventuale ulteriore chiarimento o comunicazione ai nostri recapiti:
ufficio: 06/88.81.21.53
dal lunedì al venerdì 9:00-13:00 e 14:00-18:00
mail: famiglieacasadi@gmail.com


InvitoScarabocchiando una giornata insieme: festa di fine AS 2017-2018 sabato 30 giugno 2018 alle ore 11:00

vi aspettiamo con un ospite a sorpresa per un inedito incontro formativo ed un pranzo insieme presso l’Agriturismo La Camilla in Via Dante 267, località Concorezzo (MB) a pochi chilometri da Milano.

L’evento è a numero chiuso pertanto vi chiediamo di confermare la vostra partecipazione via mail all’indirizzo sociscarabocchiando@gmail.com entro e non oltre sabato 8 giugno: grazie!

Dalle 15:00 in poi saremo lieti di accogliere anche i bimbi che frequentano i Nidi Famiglia Scarabocchiando a casa di… accompagnati dalle famiglie: ci sarà una sorpresa ad aspettarli! I genitori possono confermare la partecipazione all’indirizzo mail famiglieacasadi@gmail.com: grazie!

Vi aspettiamo numerosi!


Gentile Associato e/o visitatore del nostro blog www.scarabocchiandoacasadi.com

Il 25 maggio 2018 entra in vigore il nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati dell’Unione Europea (Regolamento UE 2016/679 GDPR) con l’obiettivo di raggiungere una maggiore sicurezza e trasparenza nella gestione dei tuoi dati personali e della privacy. Per questo motivo, abbiamo aggiornato alcuni elementi fondamentali nella nostra Informativa sulla Privacy, in linea con le nuove disposizioni. Ti preghiamo quindi di voler leggere l’informativa sulla Privacy aggiornata che trovi cliccando qui:

Informativa sulla Privacy

Continuando a usare i nostri servizi dopo il 25 maggio 2018 compreso, prendi atto e accetti l’aggiornamento della nostra Informativa sulla Privacy e non è necessario che rinnovi il consenso prestato, ma qualora sulla base di queste informazioni riterrai di non voler più condividere con noi tutti o alcuni tuoi dati, ti indichiamo di seguito come procedere:


In previsione delle ormai prossime festività natalizie, grazie anche alla chiusura delle scuole e (si spera!) anche a qualche giorno di vacanza dal lavoro, potremo auspicabilmente trascorrere più tempo coi nostri figli e nipoti: quale idea migliore che raccontare loro alcune fiabe?!?

Ci giunge perfettamente a proposito quindi questo articolo, redatto dalla psico-pedagogista dei Nidi Famiglia Tagesmutter Scarabocchiando a casa di…, dott.ssa Giovanna D’Oronzio, che approfondisce e svela il “potere delle fiabe”!

Buona lettura e… buone fiabe!

IL POTERE DELLE FIABE

A cura della Dott.ssa Giovanna D’Oronzio

Psico-pedagogista per i Nidi Famiglia Tagesmutter Scarabocchiando a casa di…

L’impresa più difficile, per noi, consiste nel dare un significato alla nostra vita, in quanto coscienti della nostra esistenza. La comprensione del significato della propria vita non viene improvvisamente acquisita ad una particolare età, ma è il risultato di un lungo processo di sviluppo.

Ad ogni età cerchiamo di trovare un significato conforme al modo in cui la nostra mente e il nostro intelletto si sono già sviluppati. Spesso però i genitori pretendono che la mente dei loro bambini funzioni come la propria, non considerando che le idee sul significato della vita si sviluppano lentamente come avviene per il corpo e per l’intelletto. Ma quali sono le esperienze nella vita di un bambino più adatte a promuovere la sua capacità di trovare un significato nella propria vita e di dare un significato alla vita in generale?

Sicuramente nulla è più importante dell’impatto dei genitori e di altre persone che si prendono cura del bambino, ma quando i bambini sono piccoli è la letteratura per l’infanzia che trasmette molte informazioni, è la fiaba che aiuta a chiarire le sue emozioni, le sue ansie, a riconoscere le sue difficoltà e nello stesso tempo suggerisce soluzioni a problemi che lo turbano.

Il bambino ha bisogno di acquisire la capacità di comprendere sé stesso, ha bisogno di idee su come dare significato alla sua “casa interiore”, per poter creare su tale base l’ordine nella sua vita; ha bisogno di un’educazione che sottilmente gli indichi i vantaggi del comportamento morale, non mediante concetti etici astratti ma mediante elementi concreti nei quali si può identificare più facilmente e quindi di significato riconoscibile.  Il bambino trova questo tipo di significato nella fiaba.  Nella fiaba il male è onnipresente come la virtù, in ogni fiaba il male e il bene si incarnano in certi personaggi e nelle loro azioni, così come il bene e il male nella vita e le inclinazioni verso l’uno o l’altro sono presenti in ogni essere umano. È questo dualismo che pone il problema morale, e richiede la “lotta” perché possa essere risolto. I personaggi delle fiabe non sono ambivalenti, non sono buoni e cattivi nello stesso tempo, questo permette al bambino di comprendere facilmente la differenza fra le due cose e che esistono grandi differenze tra le persone, e quindi bisogna operare delle scelte circa il tipo di persona che si vuole essere.

Inoltre, le scelte del bambino non dipendono tanto da una presa di posizione in favore del bene contro il male, ma dipendono da chi suscita la sua simpatia e la sua antipatia. Più un personaggio è semplice e schietto più è facile per un bambino identificarsi con lui e respingere quello cattivo.

Il bambino si identifica con l’eroe buono perché la condizione dell’eroe esercita un forte richiamo positivo su di lui. Grazie a questa identificazione il bambino immagina di sopportare con l’eroe prove per poi trionfare, instillando in lui il senso morale.  L’interrogativo che si pone per il bambino non è: “voglio essere buono” ma “come chi voglio essere”? Il bambino decide questo proiettando tutto sé stesso in un singolo personaggio. Non bisogna mai spiegare al bambino i significati delle fiabe, perché ogni bambino recepisce quello che gli serve e secondo il suo stadio di sviluppo.

Le fiabe apportano grandi contributi psicologici alla crescita interiore del bambino. Il linguaggio magico e animistico delle fiabe coinvolgono completamente il bambino. Proprio in virtù della loro comprensibilità, le fiabe offrono un grande spazio fantastico nel quale il pensiero “magico del bambino” può elaborare i grandi temi della vita. Infatti, le situazioni delle fiabe, nel rispecchiare la visione magica e animistica che il bambino ha della realtà, aiutano a superare le sue insicurezze. Paure, sentimenti, invidie, sentimenti proiettati tra i personaggi e le situazioni fiabesche, vengono innocuamente vissuti nella fantasia, facendo familiarizzare così il bambino con il proprio mondo interno.

Le fiabe assolvono anche il grande compito di mettere un po’ d’ordine nel caos di sentimenti indifferenziati che il bambino vive. I personaggi delle fiabe stimolano, attraverso l’identificazione con essi, una ripartizione netta dei sentimenti opposti, in modo di aiutare il bambino ad assegnare ad ogni sentimento il suo aspetto distinto. In altre parole, la matrigna di Cenerentola non può che suggerire odio e avversione, così come il nano cucciolo ispira simpatia e tenerezza. La fiaba prende molto sul serio le ansie e i dilemmi esistenziali e si ispira direttamente ad essi: il bisogno di essere amati e la paura di non essere considerati.  Per esempio, le fiabe pongono il problema del desiderio di vita eterna concludendo: “…è vissero per sempre felici”. Questa conclusione indica che l’unica cosa che può farci sopportare i limiti del nostro tempo è la formazione di un legame veramente soddisfacente con un’altra persona, solo formando una vera relazione interpersonale l’individuo sfugge all’angoscia di separazione.

È la struttura della fiaba, con le sue peripezie e il suo immancabile lieto fine a rassicurare il bambino circa il successo finale che egli potrà avere nel futuro, dopo aver superato i momenti conflittuali. Soltanto uscendo nel mondo l’eroe della fiaba (il bambino) può trovare sé stesso, e quando trova sé stesso trova anche un’altra persona con cui potrà essere felice per il resto dei suoi giorni.

A cura della Dott.ssa Giovanna D’Oronzio, Psico-pedagogista per i Nidi Famiglia Tagesmutter Scarabocchiando a casa di…          

SCARICA QUI L’ARTICOLO IN PDF  


Con l’obiettivo di fornire un momento di riflessione ed informazione utile a tutte le famiglie associate, in collaborazione con lo Studio Legale e Tributario De Fenu (studio convenzionato con l’Associazione Scarabocchiando), oggi illustreremo le linee guida generali dove andremo a specificare quando l’evasione fiscale può configurare un reato con il serio rischio di sentenza penale di condanna.

Cogliamo l’occasione per ricordare che l’Associazione Scarabocchiando svolge da sempre l’attività di consulenza e regolarizzazione della posizione fiscale e contributiva a favore dei propri associati, avvalendosi dei migliori esperti del settore ed utilizzando uno specifico CCNL studiato su misura per le esigenze di questa particolare categoria di lavoratrici: educatrici che operano in ambito domiciliare, mamme gestrici e Tagesmutter della rete dei Nidi Famiglia Scarabocchiando a casa di…

*******************

Articolo a cura dell’Avv. Claudio De Fenu

Via Riccardo Grazioli Lante n. 15 00195 Roma

Tel/Fax. 06.92090567 Email: claudiodefenu@gmail.com

Dichiarazione fraudolenta

Si ha dichiarazione fraudolenta quando il contribuente altera o falsifica i dati riportati nella dichiarazioni dei redditi o Iva inserendo elementi passivi fittizi (falsa fatturazione) o modificando le scritture contabili (per chi è tenuto a compilarle). Il reato sussiste solo se:

  • l’imposta evasa è superiore a 30mila euro;
  • gli elementi sottratti all’imposizione sono superiori al 5% dell’attivo indicato in dichiarazione;
  • gli elementi sottratti all’imposizione sono superiori a 1,5 milioni di euro;
  • l’importo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta risulteranno superiori al 5% dell’imposta;
  • l’importo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta sono superiori a 30.000 euro.

Dichiarazione infedele

  • Quando invece il contribuente, senza falsificare la dichiarazione, comunque omette (in modo cosciente e volontario) dei redditi percepiti o aumenta le spese, si ha l’ipotesi della «dichiarazione infedele». Anche in questo caso, il reato scatta solo al raggiungimento di un tetto prefissato dalla legge:
  • l’imposta evasa deve essere superiore a 150mila euro;
  • i redditi non dichiarati devono superare il 10% del totale o comunque i 3 milioni di euro.

Dichiarazione omessa

Chi invece non presenta la dichiarazione dei redditi, Iva e anche del 770 entro 90 giorni dalla scadenza commette il reato di «dichiarazione omessa» ma solo a condizione che l’imposta evasa sia superiore a 50 mila euro.

Omesso versamento Iva e ritenute certificate

Il reato di omesso versamento Iva e ritenute certificate scatta solo se il debito è superiore a 250mila euro.

Emissione di fatture false e occultamento di documenti contabili

Altri due reati sono:

  • emissione di fatture false o ricevute per operazioni inesistenti al fine di consentire a terzi l’evasione dell’imposta sui redditi o dell’Iva. Scatta la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni;
  • occultamento o distruzione di documenti contabili: il reato scatta in caso di distruzione o occultamento di scritture contabili o altri documenti di cui è obbligatoria la conservazione per non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume d’affari. Scatta la reclusione da 6 mesi a 5 anni.

​Tanto premesso, per il soggetto che dovesse sforare di poco i tetti massimi sopra riportati non scatterebbe il reato in quanto si applicherebbe il principio giuridico “particolare tenuità del fatto” – Cass. Civ. Sez, Tributaria n. 51597/2017

A cura dell’Avv. Claudio De Fenu
Via Riccardo Grazioli Lante n. 15 00195 Roma
Tel/Fax. 06.92090567 Email: claudiodefenu@gmail.com

SCARICA L’ARTICOLO IN PDF


LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NEI NIDI FAMIGLIA

La salute è un concetto che non dispone di una definizione universale, ma piuttosto dipende da fattori sociali, culturali, etnici, nonché dalla classe e dal genere di appartenenza. Ma indipendentemente da come si definisca la salute, esiste una strettissima relazione reciproca tra salute e appagamento personale.

La salute alimenta la capacità di fare e di essere, ossia di svolgere ruoli e di assumere responsabilità a casa, al lavoro e nella comunità. Contemporaneamente, essere in grado di svolgere questi ruoli infonde nell’individuo un senso di soddisfazione e di benessere. Secondo la visione del moderno Modello Biopsicosociale, la salute è una combinazione dinamica di aspetti biologici e comportamentali determinata da molti fattori; questo modello chiarisce come la salute possa essere controllata dagli esseri umani e come le scelte personali siano importanti determinanti di salute e longevità.

I Fattori che determinano la salute (A. Zucconi, P. Howell, in La Promozione della Salute, 2003, La Meridiana) si dividono in:

  • Fattori individuali, che possono essere biologici (predisposizioni genetiche e processo di invecchiamento), comportamentali (alimentazione, consumo di sostanze fumo alcool, attività fisica svolta, abitudini sessuali, stress, abitudini del sonno, attività ricreative), psicologici (competenze di coping, autoefficacia, hardiness, autostima, capacità comunicative e di risoluzione dei problemi).
  • Fattori familiari, tra i quali la solidità della struttura familiare, l’entità del sostegno emotivo.
  • Fattori socioeconomici, tra i quali lo stato socioeconomico, l’istruzione, l’accesso alle cure sanitarie e la loro adeguatezza, le condizioni di lavoro, le attività ricreative, l’adeguatezza delle abitazioni, l’alimentazione, l’esercizio fisico, la disponibilità di lavoro, la qualità delle relazioni sociali e del sostegno sociale.
  • Fattori culturali, tra i quali le convinzioni sulla salute, le abitudini sanitarie e quelle alimentari, le attività sociali, le pratiche sessuali, il genere sessuale e le aspettative di ruolo.
  • Abitudini di consumo, tra i quali la pubblicità, i costi e la disponibilità di beni e servizi.
  • Fattori ambientali, tra i quali gli inquinanti atmosferici, l’inquinamento acustico, la qualità dell’acqua, i rifiuti chimici e nucleari, la deforestazione, i processi industriali.
  • Struttura della società, ossia le leggi, le normative, il sistema contributivo, la struttura sanitaria pubblica, i sistemi scolastici, la produzione industriale, il governo, la disponibilità di lavoro, l’equità sociale, l’accesso alle informazioni.

Gli ambienti sociali influenzano quindi il comportamento modellando norme, fornendo o sottraendo le opportunità di assumere comportamenti particolari e riducendo o inducendo lo stress. Un ambiente educativo supportivo influenza il cambiamento dei comportamenti connessi con la salute.

Il nido famiglia, quale ambiente educativo, è un servizio molto speciale in quanto prevede il diretto coinvolgimento delle famiglie, si realizza in uno spazio idoneo, caldo ed accogliente come quello di una casa, con in più la presenza delle mamme gestrici: insomma un’occasione speciale di crescita! Nei nidi famiglia si favorisce un equilibrato sviluppo psico-fisico, aiutando i piccoli a superare le difficoltà proprie dell’età e facilitando i bambini ad acquisire le abilità e le conoscenze affettive e relazionali utili per costruire un’esperienza di vita ricca ed armonica. L’obiettivo è quello di promuovere un processo di apprendimento globale che coinvolga l’intera personalità del bambino. Questo concetto è tutt’altro che scontato. L’impatto che l’applicazione pratica di questa visione ha in termini di traduzione pratica nella vita dei nostri bambini all’interno dei nidi famiglia è notevole: le modalità educative possono migliorare o peggiorare l’autostima dei bambini, modificare in senso positivo o negativo i loro comportamenti e la formazione dei costrutti personali, quindi in definitiva influenzare il modo di costruire la realtà. All’interno dei nidi famiglia si può quindi influire sulle diverse determinanti biopsicosociali della salute, proprio nel momento in cui avvengono i primi critici apprendimenti che influiranno sulle loro abitudini e sulla loro salute per tutto il corso della vita.

Poiché l’esperienza scolastica contribuisce al processo di socializzazione, modella l’identità, aiutando o ostacolando lo sviluppo di un potenziale innato, le scuole sono punti di aggregazione importanti per sviluppare una cultura della salute in un periodo in cui vanno a strutturarsi abitudini e convinzioni che saranno mantenute per tutta la vita (A. Zucconi, in La Promozione della Salute, 2003, La Meridiana). Le scuole hanno quindi un ruolo chiave nella promozione della salute.

L’OMS definisce “Scuola Promotrice di Salute” quella che costantemente consolida la propria capacità di essere ambiente favorevole alla salute per apprendere e lavorare. In questo senso il nido famiglia deve quindi incoraggiare la salute e l’apprendimento con tutte le misure di cui dispone:

  • deve migliorare la salute dei bambini e delle mamme gestrici, delle famiglie e dei membri della comunità in cui è inserito;
  • deve fornire un ambiente favorevole alla salute;
  • realizzare pratiche che rispettino l’autostima dell’individuo;
  • fornire molteplici opportunità di successo e riconoscere gli sforzi positivi e le buone intenzioni non meno dei risultati personali;
  • deve essere centrato non sull’insegnamento ma sulla facilitazione dell’apprendimento.

L’educazione alla promozione della salute e lo sviluppo dell’empowerment per la tutela della propria salute, dovrebbero essere materie cardine della programmazione all’interno del nido. Tra i temi di particolare rilievo segnalerei certamente l’alimentazione, l’esercizio fisico, la sessualità, le capacità comunicative, le capacità di risoluzione dei problemi e l’autostima. Tutto questo mi sembra necessario per fornire, per quello che possiamo, l’empowerment necessario per condurre vite sane e per contribuire al cambiamento sociale dal quale dipendono i progressi della Promozione della Salute.

Dott.ssa Serena Romano

Psicologa – Sessuologa – Psicoterapeuta

per Scarabocchiando a casa di… la rete non-profit di Nidi famiglia Tagesmutter, Nidi Domiciliari, P.G.E. e Servizi integrativi ed innovativi per la prima infanzia

SCARICA l’ARTICOLO  IN PDF