Il blog delle famiglie dell'Associazione SCARABOCCHIANDO A CASA DI…

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Cal.EmiliaRomagna2017-18PUBBLICHIAMO IL CALENDARIO con le date degli incontri di aggiornamento pedagogico e di supervisione psicologica dedicati alle Educatrici dei P.G.E. Piccoli Gruppi Educativi ed alle Mamme dei Servizi di Conciliazione “Scarabocchiando a casa di…” in Emilia Romagna per l’AS 2017-18.

IL PRIMO appuntamento è fissato per sabato 30 settembre, dalle 9:00 alle 13:00 presso il Circolo IL FOSSOLO, Via Felsina 52 a Bologna (BO). Ad accogliere le partecipanti ed a moderare l’incontro e gli interventi ci sarà l’intero staff messo a disposizione dell’Associazione Scarabocchiando: la Pedagogista responsabile per l’Emilia Romagna Chiara Grande, la coordinatrice pedagogica nazionale Giovanna D’Oronzio, la psicologa Patrizia Carrozzo, per lavorare e cominciare insieme il nuovo anno scolastico con Scarabocchiando a casa di…!

Katiuscia e Paolo.

SCARICA QUI IL CALENDARIO DEGLI INCONTRI PER L’AS 2017-18 SCARABOCCHIANDO A CASA DI… IN EMILIA ROMAGNA

 


locandina scarabocchaindo 7 ott 17

Sabato 7 ottobre 2017 dalle ore 9:00 presso la PONTIFICIA FACOLTA’ DI SCIENZE DELL’EDUCAZIONE AUXILIUM, IN VIA CREMOLINO 141 – ROMA si terrà l’INCONTRO FORMATIVO sulla prevenzione degli incidenti in età pediatrica – Scarica qui il materiale informativo APERTO A TUTTI – CONSIGLIATO ai genitori, nonni, insegnanti ed educatori, Tagesmutter, personale delle mense.

  • In culla: la posizione durante il sonno e le caratteristiche dell’ambiente
  • In strada: trasportare i bambini in auto e le norme per quando gireranno per le strade e andranno in bicicletta
  • In casa: prevenire i traumi e le intossicazioni
  • In acqua: i consigli per evitare l’annegamento in piscina e in mare
  • A tavola: tagliare gli alimenti che attraggono maggiormente il gusto dei bambini e in che quantitativi somministrarli.
  • PROVA MANOVRE SU MANICHINI OBBLIGATORIA

Partecipazione gratuita, sarà richiesto, direttamente nella sede del corso, un contributo di € 10,00 a partecipante per l’acquisto del kit composto da libro, attestato poster “SIDS E DISOSTRUZIONE”

OBBLIGATORIA LA PRENOTAZIONE: lasciare nome, cognome e numero di telefono, specificando “iscrizione al corso BIMBI SICURI” del 7 ottobre 201

email-logo
via e-mail a famiglieacasadi@gmail.com

telefono_318-138682telefonicamente allo 06/88.81.21.53 (lasciando eventualmente un messaggio in segreteria).

Vi risponderemo dandovi la conferma dell’iscrizione.

LE ISCRIZIONI SI CHIUDERANNO SABATO 30 SETTEMBRE 2017


Pubblichiamo oggi l’elaborato del Nido Famiglia Scarabocchiando a casa di Barbara e Leonardo, con sede ad Acilia (Roma): una bellissima canzone dedicata a Scarabocchiando a casa di…

Noi ci siamo commossi… chissà che non faccia lo stesso effetto anche voi?!

Testo della canzone

Ci sono favole, dietro le nuvole, che non possiamo leggere noi, ma c’è qualcuno che potrà leggerle anche a me ! 

Bamboline, macchinine, pennarelli sono qui! Intanto i nostri bimbi crescono a Scarabocchiando a casa di …

E Pinocchio finalmente avrà un nasino in su, Cenerentola in blue jeans con le scarpe da tennis rosa flou! 

I sette nani son cresciuti è son due metri un po’ di più ! 

Ci sono favole dietro le nuvole che mi puoi leggere solo tu ! Solo tu !

 

 


LA RETE di Nidi Famiglia Tagesmutter Scarabocchiando a casa di…,  si è dotata, fin dall’anno di fondazione 2006, di un rigoroso protocollo di autoregolamentazione ed autocontrollo (anche in assenza di specifica normativa) che prevede:

  • verifica del percorso formativo delle candidate, con eventuale proposta di integrazioni od aggiornamenti;
  • corsi HACCP operatori, Pronto Soccorso e Disostruzione Pediatrica;
  • Corso Introduttivo alla realtà dei Nidi Famiglia Tagesmutter con professionisti dell’infanzia specificamente formati (pedagogista, psicologa, esperto sicurezza sui luoghi di lavoro e normativa assicurativa);
  • tirocinio di almeno 100 ore presso un servizio già attivo;
  • colloquio motivazionale e di selezione delle candidate a domicilio,
  • verifica dell’appartamento, dei certificati di idoneità degli impianti, del corretto accatastamento;
  • e soprattutto la verifica continua ed ininterrotta del mantenimento dei requisiti precedentemente acquisiti.

Tutto ciò a tutela dei nostri figli, piccoli ospiti dell’unica rete nazionale di Nidi Famiglia Tagesmutter in Italia: Scarabocchiando a casa di…!

I Nidi Famiglia Tagesmutter Scarabocchiando a casa di… sono una concreta e qualitativa alternativa ai servizi tradizionali per i bimbi dai 3 mesi ai 3 anni, perciò la nostra Associazione è sempre al fianco delle Regioni e dei Comuni approvano regolamenti o delibere per normarne i requisiti, mettendo a completa disposizione degli Enti Locali la decennale esperienza nella gestione a rete di Nidi Famiglia Tagesmutter: ad oggi oltre 200 strutture attive, oltre che nel Lazio, in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Sardegna, Basilicata e Sicilia!


Psicologa della rete nazionale di Nidi famiglia Tagesmutter, Nidi Domiciliari, P.G.E. e Servizi integrativi ed innovativi per la prima infanzia Scarabocchiando a casa di…

SPESSO durante il mio lavoro con i bambini mi sono trovata a dover gestire momenti di collera che il bambino mostrava quando non veniva esaudito un suo desiderio, perché pericoloso, o inappropriato. Cosa che generalmente accade in tutti i nidi, o a casa.

Mi sono sempre domandata che funzione avesse la punizione, la sedia della camomilla, o chiedere al bambino di andare a riflettere. Mi sono data una risposta quando ho cominciato a conoscere più da vicino il cervello del bambino dal punto di vista neuro scientifico, e la risposta che mi sono data è stata: NON SERVE A NULLA!!!

Proverò a spiegarvi il motivo di questa risposta e soprattutto il metodo che poi mi sono inventata per permettere al bambino di prendere consapevolezza del proprio stato d’animo e riuscire ad aiutarlo a migliorare il rapporto con le regole.

Partiamo dalla presentazione del cervello del bambino, per fare questo utilizzerò un esempio utilizzato da Daniel Siegel neuro scienziato che da anni si occupa di favorire la conoscenza del cervello umano attraverso i suoi libri chiari e semplici.

Immaginiamo che il vostro cervello sia una casa, con un piano di sotto e un piano di sopra.

Il “piano di sotto” comprende il tronco encefalico (talvolta chiamato “tronco cerebrale”) e la regione limbica situati nella parte inferiore del cervello (fra la parte superiore del collo fino all’incirca al dorso del naso). Gli scienziati definiscono più primitive queste aree del cervello poste in basso, perché sono responsabili delle funzioni di base (come la respirazione e il battito delle palpebre) di reazioni e impulsi innati (come risposta di “fuga e attacco” ossia la reazione in presenza di pericolo… e delle emozioni intense (come la rabbia e la paura)… È come il primo piano di una casa, dove si soddisfano tanti bisogni primari di una famiglia; qui si trovano quasi sempre la cucina, la sala da pranzo, un bagno… È nel piano inferiore che ci si occupa delle funzioni di base…

Il “piano di sopra” del cervello è completamente diverso, è costituito da una corteccia cerebrale e dalle sue diverse parti, in particolare quelle che si trovano dietro la fronte, fra cui la corteccia prefrontale mediale …  il piano di sopra è più evoluto ed è in grado di darci una visione più ampia del nostro mondo… È qui nel piano superiore più luminoso e fornito di ampie vetrate, che avvengono i processi mentali più complessi, come il pensiero, l’immaginazione e la pianificazione.

Un bambino in cui la parte superiore del cervello funziona perfettamente mostrerà alcune delle caratteristiche di un essere umano maturo e sano (capacità di pianificare e di decidere con giudizio, la capacità di controllare il corpo e le emozioni, la comprensione di Sé, l’empatia, la moralità).

Compito dell’educatore/genitore è quello di aiutare il bambino a costruire una scala di integrazione che permetta di salire e scendere i due piani, per far lavorare queste due parti in modo integrato come fossero una squadra” (12 strategie rivoluzionarie per favorire lo sviluppo mentale del bambino, D. Siegel, T. Payne Bryson pag.50, Raffaello Cortina editore 2012).

Quindi partendo da questa conoscenza del cervello e sapendo anche che la parte inferiore è formata fin dalla nascita, e quella superiore si costruisce nell’arco di 24 anni, ho cercato di capire quale modo poteva favorire la costruzione della scala d’integrazione.

Ho pensato che dovevo partire dallo stato emotivo del bambino in collera, o impaurito o arrabbiato, e cercare di vedere se agendo sull’ascolto delle funzioni corporee come il battito del cuore, del respiro e dei muscoli, il bambino riusciva a calmarsi e soprattutto a prendere consapevolezza di ciò che gli stava accadendo in quel momento di difficoltà.

IL METODO

Quando il vostro bambino è nel bel mezzo di un pianto di rabbia, delusione, o di un capriccio, comunicate con lui,  dicendo ciò che vedete senza giudizio “ vedo che sei molto arrabbiato perché non ti ho dato/ ti hanno tolto… penso che il tuo cuoricino batte forte, il tuo respiro è veloce e i tuoi muscoli sono duri (connetto parte superiore e inferiore del cervello), perché non proviamo a calmarli insieme perché anche il mio cuore batte forte il mio respiro è veloce e i miei muscoli sono duri, perché anche io mi sto arrabbiando (naturalmente se siete arrabbiati anche voi perché non riuscite a gestire la situazione), altrimenti comunicate solo il suo stato emotivo e chiedeteli di raggiungervi sul divano o in un luogo calmo e sereno.  A questo punto chiedete al bambino di respirare insieme, con la mano ognuno sul proprio petto, e comunicateli che quando sentirà che il suo cuore il suo respiro e i suoi muscoli saranno più calmi potrà tornare a fare quello che stava facendo.

Proprio perché diamo al bambino questa autonomia nel decidere quando ha raggiunto un nuovo equilibrio corporeo, non possiamo decidere noi quando potrà tornare a giocare, ciò vuol dire che si sentirà calmo anche dopo 10 secondi dall’inizio della respirazione. Se dopo pochi minuti ricomincerà un nuovo capriccio riporteremo il bambino nuovamente all’ascolto di sé e così via anche per 20 volte al giorno, non stancatevi mai di proporre al vostro bambino il contatto con se stesso.

Importante: quando sarete voi a perdere le staffe per favore dichiarate la vostra rabbia ad alta voce e comunicate che il vostro cuore batte forte, che il vostro respiro è veloce e che i vostri muscoli sono duri e dopodiché andatevi a calmare respirando, il bambino vi osserverà e imparerà da voi a prendersi cura di sé, perché quale migliore insegnante di un adulto consapevole?

La punizione, la riflessione… non hanno nessun risultato poiché la parte superiore del cervello del bambino non è ancora formata, come fa a riflettere su qualcosa se non esiste il luogo della riflessione, ecco perché molti bambini alla domanda perché sei in punizione rispondono BOH!!!!!!

Chiedere al bambino successivamente di chiedere scusa per l’azione ha poco senso sempre perché non è ancora in grado si riflettere sulla relazione causa effetto, per cui ripeterà spesso quell’azione da noi adulti reputata scorretta, questa capacità si svilupperà nel corso degli anni successivi, poiché una scusa equivale a non ripetere più l’azione.

Allora insegniamo ai bambini a connettersi con le emozioni e imparare “mi dispiace di averti fatto male…. Di aver urlato… “questo crea la scala d’integrazione.

Buon ascolto delle vostre emozioni

Dott.ssa Patrizia Carrozzo

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LE EMOZIONI sono un fenomeno psicologico complesso e multidimensionale che oltre ad attivare cambiamenti di natura fisiologica ed espressiva, organizzano il rapporto con l’ambiente e con gli altri.

Tra le emozioni più precoci e primitive, oltre alla gioia e al dolore, c’è la rabbia. Difficilmente è possibile incontrare qualcuno che non si arrabbia mai e la rabbia appartiene anche ai bambini molto piccoli.

La società in cui siamo immersi tende ad inibire l’espressione della rabbia, considerandola un’emozione inadeguata e solo ed esclusivamente distruttiva, qualcosa da nascondere. In realtà provando a cambiare prospettiva e considerando la funzione evolutiva di qualunque emozione è possibile comprendere quanto non sia sbagliato provare questo o quel sentimento quanto piuttosto è il comportamento che segue una certa emozione a dover essere modulato, specie quello della rabbia che potrebbe portare in alcuni casi ad atteggiamenti aggressivi.

Mentre un adulto dovrebbe aver imparato nel corso della sua esistenza a gestire i sentimenti rabbiosi e trasformarli in azioni costruttive e non distruttive per i bambini la faccenda è più complicata perché non hanno ancora sviluppato la competenza emotiva e pertanto sprovvisti di strumenti adeguati per comprendere le proprie ed altrui emozioni non sono in grado di gestirli.

La rabbia dei bambini allarma, imbarazza, spiazza l’adulto che spesso per far fronte al sentimento di impotenza tende a reagire altrettanto nervosamente alimentando un circuito rabbioso e poco parlabile.

Ma allora cosa potrebbe essere più opportuno fare quando ci confrontiamo con le crisi di collera dei piccoli??? un aspetto utile potrebbe essere considerare la rabbia un sentimento naturale, adattivo e funzionale allo sviluppo dell’identità dell’IO; probabilmente quando i bambini si arrabbiano è perché sentono che un loro desiderio o stato di bisogno viene frustrato da qualcuno, amico, genitore o educatrice … e tanto più alto è il sentimento di frustrazione più complessa sarà la crisi di collera; ci sono bimbi che si rotolano per terra, che urlano, che mordono ecc.… La rabbia è comunque una forma di comunicazione e una modalità relazionale, non possiamo tirarcene fuori sottovalutando che quel bambino ci sta esprimendo un bisogno, una richiesta, un disagio, un desiderio e quel modo è l’unico possibile che fino a quel momento è riuscito a trovare. Questo non vuol dire che le crisi di collera vadano sostenute, incentivate o permesse ma piuttosto comprese, accolte e verbalizzate. Spesso infatti i bimbi nell’arrabbiarsi mettono alla prova anche i propri limiti e il proprio senso di onnipotenza e molto probabilmente la crisi rappresenta una richiesta di contenimento di questi due aspetti.

Una parte importante è giocata dall’adulto che con la sua modalità di risposta veicolerà un certo messaggio e una certa immagine del bambino. Punizioni o colpevolizzazioni probabilmente restituiranno il messaggio che provare certe emozioni non è permesso, restituendo un senso di inadeguatezza e rinforzando lo stesso comportamento aggressivo; porsi invece in un atteggiamento di comprensione, di ascolto e di verbalizzazione permette al bambino di non sentirsi inadeguato e non accettato. Non sono le emozioni ad essere inadeguate o sbagliate, non permesse, quanto i comportamenti dannosi per sé e per gli altri. La differenza sta nel “cosa provo” e “cosa posso fare” … ciò che provo è istintivo, reattivo, immediato, incontrollabile, ciò che faccio può essere distruttivo o costruttivo a seconda della direzione che scelgo di seguire ed è in questo passaggio che un bambino deve essere aiutato.

Rabbia e aggressività non sono sinonimi: la rabbia è un’emozione che si può provare in relazione a diverse cose e in diverse situazioni, l’aggressività è un comportamento messo in atto per arrecare danno a qualcuno o a se stessi.

I bambini non hanno chiara la differenza tra questi due aspetti e spesso la rabbia è accompagnata da comportamenti volti a far male a se o agli altri. Intervenire con fermezza, determinazione provando a calmare anche fisicamente se necessario un bambino possono essere i primi passi durante una crisi di collera, quando poi si è ripristinato uno stato di equilibrio potrebbe essere utile  verbalizzare quanto accaduto, restituendo significato all’evento, nominando l’emozione e la possibilità di riparare a quanto fatto in modo cha al piccolo non resti solo il senso distruttivo delle sue azioni, ma la possibilità che ciò che si è fatto non è una catastrofe o una rottura della relazione, ma qualcosa di riparabile.

Ma come si insegna la competenza a gestire le proprie emozioni? Innanzitutto accettando che ci si può arrabbiare e che la rabbia non è qualcosa da inibire, nascondere o segregare, ma che fa parte di noi … il punto è quale esempio diamo ai bambini quando siamo noi ad arrabbiarci? Il nostro comportamento e le nostre strategie risolutive saranno oggetto di imitazione, pertanto non si può pretendere che un bambino non urli, quando noi per primi tendenzialmente alziamo la voce; altro aspetto è trovare momenti di condivisione in cui poter parlare della rabbia … leggere un libro, una fiaba, guardare un film o semplicemente una routine quotidiana rappresentano occasioni per nominare un determinato stato emotivo così che il bambino possa rispecchiarsi in quella esperienza.

Dott.ssa Paola Izzo

Psicologa – Psicoterapeuta  

Via Domenico Seghetti 6, Frascati (RM)

Cellulare 328.1837793

Mail: paolaizzo1@virgilio.it

Servizi di consulenza psicologica

Facebook: Psicologa Paola Izzo 

–          Psicoterapia: è rivolto a singoli individui di qualsiasi età o a coppie che sentono il desiderio di un confronto su questioni che incontrano nella propria vita e che sembrano creare confusione, smarrimento, solitudine. Lo scopo è quello di recuperare risorse interne e relazionali tali che anche i momenti di crisi possano diventare occasioni di crescita e cambiamento.

–          Tutor dell’apprendimento: Un professionista competente in difficoltà scolastiche, attraverso strumenti facilitanti e compensativi, sostiene il processo di apprendimento affiancando il bambino/ragazzo nello studio quotidiano. Sono previsti incontri di confronto con la famiglia e con la scuola.

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Scarabocchiando a casa di… l’unica rete nazionale di Nidi famiglia Tagesmutter, Nidi Domiciliari, P.G.E. e Servizi integrativi ed innovativi per la prima infanzia


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