Il blog delle famiglie dell'Associazione SCARABOCCHIANDO A CASA DI…

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Con l’obiettivo di fornire un momento di riflessione ed informazione utile a tutte le famiglie associate, in collaborazione con lo Studio Legale e Tributario De Fenu (studio convenzionato con l’Associazione Scarabocchiando), oggi illustreremo le linee guida generali dove andremo a specificare quando l’evasione fiscale può configurare un reato con il serio rischio di sentenza penale di condanna.

Cogliamo l’occasione per ricordare che l’Associazione Scarabocchiando svolge da sempre l’attività di consulenza e regolarizzazione della posizione fiscale e contributiva a favore dei propri associati, avvalendosi dei migliori esperti del settore ed utilizzando uno specifico CCNL studiato su misura per le esigenze di questa particolare categoria di lavoratrici: educatrici che operano in ambito domiciliare, mamme gestrici e Tagesmutter della rete dei Nidi Famiglia Scarabocchiando a casa di…

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Articolo a cura dell’Avv. Claudio De Fenu

Via Riccardo Grazioli Lante n. 15 00195 Roma

Tel/Fax. 06.92090567 Email: claudiodefenu@gmail.com

Dichiarazione fraudolenta

Si ha dichiarazione fraudolenta quando il contribuente altera o falsifica i dati riportati nella dichiarazioni dei redditi o Iva inserendo elementi passivi fittizi (falsa fatturazione) o modificando le scritture contabili (per chi è tenuto a compilarle). Il reato sussiste solo se:

  • l’imposta evasa è superiore a 30mila euro;
  • gli elementi sottratti all’imposizione sono superiori al 5% dell’attivo indicato in dichiarazione;
  • gli elementi sottratti all’imposizione sono superiori a 1,5 milioni di euro;
  • l’importo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta risulteranno superiori al 5% dell’imposta;
  • l’importo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta sono superiori a 30.000 euro.

Dichiarazione infedele

  • Quando invece il contribuente, senza falsificare la dichiarazione, comunque omette (in modo cosciente e volontario) dei redditi percepiti o aumenta le spese, si ha l’ipotesi della «dichiarazione infedele». Anche in questo caso, il reato scatta solo al raggiungimento di un tetto prefissato dalla legge:
  • l’imposta evasa deve essere superiore a 150mila euro;
  • i redditi non dichiarati devono superare il 10% del totale o comunque i 3 milioni di euro.

Dichiarazione omessa

Chi invece non presenta la dichiarazione dei redditi, Iva e anche del 770 entro 90 giorni dalla scadenza commette il reato di «dichiarazione omessa» ma solo a condizione che l’imposta evasa sia superiore a 50 mila euro.

Omesso versamento Iva e ritenute certificate

Il reato di omesso versamento Iva e ritenute certificate scatta solo se il debito è superiore a 250mila euro.

Emissione di fatture false e occultamento di documenti contabili

Altri due reati sono:

  • emissione di fatture false o ricevute per operazioni inesistenti al fine di consentire a terzi l’evasione dell’imposta sui redditi o dell’Iva. Scatta la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni;
  • occultamento o distruzione di documenti contabili: il reato scatta in caso di distruzione o occultamento di scritture contabili o altri documenti di cui è obbligatoria la conservazione per non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume d’affari. Scatta la reclusione da 6 mesi a 5 anni.

​Tanto premesso, per il soggetto che dovesse sforare di poco i tetti massimi sopra riportati non scatterebbe il reato in quanto si applicherebbe il principio giuridico “particolare tenuità del fatto” – Cass. Civ. Sez, Tributaria n. 51597/2017

A cura dell’Avv. Claudio De Fenu
Via Riccardo Grazioli Lante n. 15 00195 Roma
Tel/Fax. 06.92090567 Email: claudiodefenu@gmail.com

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