Il blog delle famiglie dell'Associazione SCARABOCCHIANDO A CASA DI…

AVVISO PER TUTTI I GENITORI: il nido famiglia Tagesmutter non dà punteggio per la scuola materna

AVVISO IMPORTANTE per tutti i genitori associati alla rete dei Nidi Famiglia Tagesmutter e Servizi Integrativi ed innovativi per la prima infanzia Scarabocchiando a casa di…

In questi giorni in molte Regioni e Comuni in Italia sono cominciate le iscrizioni per il prossimo AS 2018-19 e diversi bimbi dovranno affrontare il passaggio alla scuola materna.

Pur con rammarico, siamo a segnalare che la frequenza dei vostri figli presso i Nidi Famiglia – Tagesmutter non creano punteggio per la graduatoria, giacché non si tratta di ASILI NIDO Autorizzati o convenzionati bensì si tratta di servizi di conciliazione od integrativi (soggetti ad altre normative e regolamentazioni rispetto agli asili nido tradizionali).

Indicare nel modulo di iscrizione la frequenza presso il nido famiglia laddove invece è specificato che si deve indicare un “asilo nido autorizzato o convenzionato” produce due effetti negativi:

  • la perdita dei punti previsti per tale opzione, che di fatto non è esistente
  • si può incorrere alle sanzioni previste per le dichiarazione false e mendaci con riferimento a quanto previsto in tema di autocertificazioni e dichiarazioni sostitutive (D.P.R. 445/2000).

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IL POTERE DELLE FIABE – A cura della Dott.ssa Giovanna D’Oronzio

In previsione delle ormai prossime festività natalizie, grazie anche alla chiusura delle scuole e (si spera!) anche a qualche giorno di vacanza dal lavoro, potremo auspicabilmente trascorrere più tempo coi nostri figli e nipoti: quale idea migliore che raccontare loro alcune fiabe?!?

Ci giunge perfettamente a proposito quindi questo articolo, redatto dalla psico-pedagogista dei Nidi Famiglia Tagesmutter Scarabocchiando a casa di…, dott.ssa Giovanna D’Oronzio, che approfondisce e svela il “potere delle fiabe”!

Buona lettura e… buone fiabe!

IL POTERE DELLE FIABE

A cura della Dott.ssa Giovanna D’Oronzio

Psico-pedagogista per i Nidi Famiglia Tagesmutter Scarabocchiando a casa di…

L’impresa più difficile, per noi, consiste nel dare un significato alla nostra vita, in quanto coscienti della nostra esistenza. La comprensione del significato della propria vita non viene improvvisamente acquisita ad una particolare età, ma è il risultato di un lungo processo di sviluppo.

Ad ogni età cerchiamo di trovare un significato conforme al modo in cui la nostra mente e il nostro intelletto si sono già sviluppati. Spesso però i genitori pretendono che la mente dei loro bambini funzioni come la propria, non considerando che le idee sul significato della vita si sviluppano lentamente come avviene per il corpo e per l’intelletto. Ma quali sono le esperienze nella vita di un bambino più adatte a promuovere la sua capacità di trovare un significato nella propria vita e di dare un significato alla vita in generale?

Sicuramente nulla è più importante dell’impatto dei genitori e di altre persone che si prendono cura del bambino, ma quando i bambini sono piccoli è la letteratura per l’infanzia che trasmette molte informazioni, è la fiaba che aiuta a chiarire le sue emozioni, le sue ansie, a riconoscere le sue difficoltà e nello stesso tempo suggerisce soluzioni a problemi che lo turbano.

Il bambino ha bisogno di acquisire la capacità di comprendere sé stesso, ha bisogno di idee su come dare significato alla sua “casa interiore”, per poter creare su tale base l’ordine nella sua vita; ha bisogno di un’educazione che sottilmente gli indichi i vantaggi del comportamento morale, non mediante concetti etici astratti ma mediante elementi concreti nei quali si può identificare più facilmente e quindi di significato riconoscibile.  Il bambino trova questo tipo di significato nella fiaba.  Nella fiaba il male è onnipresente come la virtù, in ogni fiaba il male e il bene si incarnano in certi personaggi e nelle loro azioni, così come il bene e il male nella vita e le inclinazioni verso l’uno o l’altro sono presenti in ogni essere umano. È questo dualismo che pone il problema morale, e richiede la “lotta” perché possa essere risolto. I personaggi delle fiabe non sono ambivalenti, non sono buoni e cattivi nello stesso tempo, questo permette al bambino di comprendere facilmente la differenza fra le due cose e che esistono grandi differenze tra le persone, e quindi bisogna operare delle scelte circa il tipo di persona che si vuole essere.

Inoltre, le scelte del bambino non dipendono tanto da una presa di posizione in favore del bene contro il male, ma dipendono da chi suscita la sua simpatia e la sua antipatia. Più un personaggio è semplice e schietto più è facile per un bambino identificarsi con lui e respingere quello cattivo.

Il bambino si identifica con l’eroe buono perché la condizione dell’eroe esercita un forte richiamo positivo su di lui. Grazie a questa identificazione il bambino immagina di sopportare con l’eroe prove per poi trionfare, instillando in lui il senso morale.  L’interrogativo che si pone per il bambino non è: “voglio essere buono” ma “come chi voglio essere”? Il bambino decide questo proiettando tutto sé stesso in un singolo personaggio. Non bisogna mai spiegare al bambino i significati delle fiabe, perché ogni bambino recepisce quello che gli serve e secondo il suo stadio di sviluppo.

Le fiabe apportano grandi contributi psicologici alla crescita interiore del bambino. Il linguaggio magico e animistico delle fiabe coinvolgono completamente il bambino. Proprio in virtù della loro comprensibilità, le fiabe offrono un grande spazio fantastico nel quale il pensiero “magico del bambino” può elaborare i grandi temi della vita. Infatti, le situazioni delle fiabe, nel rispecchiare la visione magica e animistica che il bambino ha della realtà, aiutano a superare le sue insicurezze. Paure, sentimenti, invidie, sentimenti proiettati tra i personaggi e le situazioni fiabesche, vengono innocuamente vissuti nella fantasia, facendo familiarizzare così il bambino con il proprio mondo interno.

Le fiabe assolvono anche il grande compito di mettere un po’ d’ordine nel caos di sentimenti indifferenziati che il bambino vive. I personaggi delle fiabe stimolano, attraverso l’identificazione con essi, una ripartizione netta dei sentimenti opposti, in modo di aiutare il bambino ad assegnare ad ogni sentimento il suo aspetto distinto. In altre parole, la matrigna di Cenerentola non può che suggerire odio e avversione, così come il nano cucciolo ispira simpatia e tenerezza. La fiaba prende molto sul serio le ansie e i dilemmi esistenziali e si ispira direttamente ad essi: il bisogno di essere amati e la paura di non essere considerati.  Per esempio, le fiabe pongono il problema del desiderio di vita eterna concludendo: “…è vissero per sempre felici”. Questa conclusione indica che l’unica cosa che può farci sopportare i limiti del nostro tempo è la formazione di un legame veramente soddisfacente con un’altra persona, solo formando una vera relazione interpersonale l’individuo sfugge all’angoscia di separazione.

È la struttura della fiaba, con le sue peripezie e il suo immancabile lieto fine a rassicurare il bambino circa il successo finale che egli potrà avere nel futuro, dopo aver superato i momenti conflittuali. Soltanto uscendo nel mondo l’eroe della fiaba (il bambino) può trovare sé stesso, e quando trova sé stesso trova anche un’altra persona con cui potrà essere felice per il resto dei suoi giorni.

A cura della Dott.ssa Giovanna D’Oronzio, Psico-pedagogista per i Nidi Famiglia Tagesmutter Scarabocchiando a casa di…          

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Oggi su METRO si parla dei Nidi Famiglia Scarabocchiando a casa di…!

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Protetto: Programmazione didattica gennaio 2018: anche nel nuovo anno proseguono le avventure di Nadir!

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Protetto: Il nostro regalo di Natale: il video corso “Il metodo Montessori applicato nei Nidi Famiglia” – in esclusiva nazionale!

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Protetto: Programmazione didattica dicembre 2017: Nadir conosce gli Elfi di Babbo Natale!

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Linee Guida generali relative al reato di Evasione Fiscale, a cura dell’Avv.to di famiglia Claudio De Fenu

Con l’obiettivo di fornire un momento di riflessione ed informazione utile a tutte le famiglie associate, in collaborazione con lo Studio Legale e Tributario De Fenu (studio convenzionato con l’Associazione Scarabocchiando), oggi illustreremo le linee guida generali dove andremo a specificare quando l’evasione fiscale può configurare un reato con il serio rischio di sentenza penale di condanna.

Cogliamo l’occasione per ricordare che l’Associazione Scarabocchiando svolge da sempre l’attività di consulenza e regolarizzazione della posizione fiscale e contributiva a favore dei propri associati, avvalendosi dei migliori esperti del settore ed utilizzando uno specifico CCNL studiato su misura per le esigenze di questa particolare categoria di lavoratrici: educatrici che operano in ambito domiciliare, mamme gestrici e Tagesmutter della rete dei Nidi Famiglia Scarabocchiando a casa di…

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Articolo a cura dell’Avv. Claudio De Fenu

Via Riccardo Grazioli Lante n. 15 00195 Roma

Tel/Fax. 06.92090567 Email: claudiodefenu@gmail.com

Dichiarazione fraudolenta

Si ha dichiarazione fraudolenta quando il contribuente altera o falsifica i dati riportati nella dichiarazioni dei redditi o Iva inserendo elementi passivi fittizi (falsa fatturazione) o modificando le scritture contabili (per chi è tenuto a compilarle). Il reato sussiste solo se:

  • l’imposta evasa è superiore a 30mila euro;
  • gli elementi sottratti all’imposizione sono superiori al 5% dell’attivo indicato in dichiarazione;
  • gli elementi sottratti all’imposizione sono superiori a 1,5 milioni di euro;
  • l’importo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta risulteranno superiori al 5% dell’imposta;
  • l’importo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta sono superiori a 30.000 euro.

Dichiarazione infedele

  • Quando invece il contribuente, senza falsificare la dichiarazione, comunque omette (in modo cosciente e volontario) dei redditi percepiti o aumenta le spese, si ha l’ipotesi della «dichiarazione infedele». Anche in questo caso, il reato scatta solo al raggiungimento di un tetto prefissato dalla legge:
  • l’imposta evasa deve essere superiore a 150mila euro;
  • i redditi non dichiarati devono superare il 10% del totale o comunque i 3 milioni di euro.

Dichiarazione omessa

Chi invece non presenta la dichiarazione dei redditi, Iva e anche del 770 entro 90 giorni dalla scadenza commette il reato di «dichiarazione omessa» ma solo a condizione che l’imposta evasa sia superiore a 50 mila euro.

Omesso versamento Iva e ritenute certificate

Il reato di omesso versamento Iva e ritenute certificate scatta solo se il debito è superiore a 250mila euro.

Emissione di fatture false e occultamento di documenti contabili

Altri due reati sono:

  • emissione di fatture false o ricevute per operazioni inesistenti al fine di consentire a terzi l’evasione dell’imposta sui redditi o dell’Iva. Scatta la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni;
  • occultamento o distruzione di documenti contabili: il reato scatta in caso di distruzione o occultamento di scritture contabili o altri documenti di cui è obbligatoria la conservazione per non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume d’affari. Scatta la reclusione da 6 mesi a 5 anni.

​Tanto premesso, per il soggetto che dovesse sforare di poco i tetti massimi sopra riportati non scatterebbe il reato in quanto si applicherebbe il principio giuridico “particolare tenuità del fatto” – Cass. Civ. Sez, Tributaria n. 51597/2017

A cura dell’Avv. Claudio De Fenu
Via Riccardo Grazioli Lante n. 15 00195 Roma
Tel/Fax. 06.92090567 Email: claudiodefenu@gmail.com

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